In libreria “La settima costola” dello scrittore vittoriese Emanuele Tumminelli, tratto dalla storia vera di due gemelli siamesi

Emanuele Tumminelli è nato e cresciuto a Vittoria, nel sud est della Sicilia. Lascia la terra natìa durante il liceo per seguire il suo amore per la pallavolo, praticata in seguito per molti anni. Abita a Bologna con la sua compagna e la figlia.

Lo scrittore descrive con penna arguta gli occhi degli altri nei confronti della diversità e, al contempo, gli sguardi e le emozioni del padre e della madre di due gemelli nati uniti nel Piemonte di fine Ottocento.

Un romanzo drammatico che diviene alta prosa letteraria grazie ad un uso inatteso di figure retoriche che rendono il testo come fosse melodia. È come leggere uno spartito di Bach.

“La settima costola” di Emanuele Tumminelli, edizioni BookTribu, per la collana Black Out.

Nel Piemonte di fine Ottocento, la famiglia Bertocci viene sconvolta dall’arrivo di qualcosa di mai visto: un figlio con due teste, quattro braccia e due gambe. In paese il parto è definito demoniaco e i genitori accettano di far esibire i figli nel circo di due impresari senza scrupoli.

La settima costola è la storia di due vite straordinarie non solo per la loro particolarità fisica che li vede gemelli uniti dalla settima costola, ma per le vicende che li riguardano.

Essendo il romanzo ispirato a un fatto di cronaca, il lettore è catturato dalla curiosità di comprendere a fondo i protagonisti, e dal desiderio di scoprire di più della loro vita e delle loro disavventure. A volte con gli occhi del padre. A volte con quelli della madre. Sempre interrogandosi sul valore della vita e al peso così diverso che ciascuno le attribuisce.

“Capire ciò che spinge un padre a detestare i propri figli fino a farli stramazzare per la stanchezza o sperare per la loro morte fin dal primo vagito – spiega l’autore Emanuele Tumminelli – è la riflessione che si estende lungo la narrazione. La diversità è sempre un valore, anche per chi non vuole accettarlo”. 

E Tumminelli riesce, infatti, inserendo la narrazione in una ambientazione storica ricca di approfondimenti, a fare comprendere quanto il diverso sia in realtà simile, e come si possa amare chi non sembra assomigliarci e disprezzare, o addirittura odiare chi si crede normale in un mondo di pazzi.

Pubblicato da Valentina Maci

Giornalista pubblicista e interprete. Adoro scrivere, nel mio blog trovi un po' del mio lavoro e le mie passioni come la sezione 'Book Addicted'

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