Sicilia, l’inclusione a scuola è una chimera. Italiano L2 e mediatore culturale? Non pervenuti

Italiano L2 e scuola, il sogno dell’inclusione è ancora possibile? Come fa la scuola siciliana e italiana senza docenti di Italiano L2 e senza mediatori culturali?

Si arrampica sugli specchi.

Scuola, è bene ricordare

L’Italiano L2, o italiano lingua seconda, è l’italiano, per capirci, parlato dagli stranieri. E’ la lingua principe dell’inclusione e della cittadinanza. Il mediatore culturale la figura chiave, da anni definito “un ponte” della multiculturalità. Figura pressoché sconosciuta o comunque considerata “superflua”

La lingua seconda o L2 si differenzia dalla lingua madre (LM o L1) e dalla Lingua Straniera (LS) per le modalità di acquisizione-apprendimento. L’italiano L2 per gli immigrati, di qualsiasi età, rappresenta la lingua per comunicare, fare amicizia, studiare, lavorare, vivere in Italia. Infatti, per tutti i concittadini che provengono da una LM romanza, cioè che deriva dal latino, come lo spagnolo, il portoghese, il rumeno, il moldavo ecc. , imparare l’italiano L2 è più facile, mentre il compito sarà più difficile per chi proviene da lingue molto diverse dalla nostra, come il cinese, l’arabo, il cingalese ecc” . https://www.tecnicadellascuola.it/didattica-dellitaliano-l2-come-accogliere-in-classe-gli-alunni-di-cultura-diversa

Di inclusione parlano le linee guida ministeriali per l’istituzione scolastica e i percorsi di studio https://www.miur.gov.it/documents/20182/2223566/linee_guida_integrazione_alunni_stranieri.pdf/5e41fc48-3c68-2a17-ae75-1b5da6a55667?t=1564667201890

Ma da dove si parte per iniziare un processo di inclusione?

Ovviamente dalla lingua.

Quale lingua?

Quella del posto in cui si trova a vivere lo studente, bambino o adulto che sia, che viene o dovrebbe essere inserito, in percorsi di alfabetizzazione, nel caso dell’Italia di lingua italiana. Va da sé. Senza dimenticare la lingua madre del discente.

Tuttavia, questi percorsi di alfabetizzazione e di cittadinanza, è importante ricordare che le due ‘materie’ non dovrebbero essere scisse, molto spesso non sono previsti nella scuola italiano. O, se lo sono, sono affidati a docenti perlopiù di Italiano che sono non solo già oberati di lavoro ma anche spesso ‘impreparati’ ad affrontare la formazione linguistica di uno studente non di madrelingua italiana.

Italiano L2 e scuola: La scuola italiana ‘prevede’ la classe di concorso A023- LINGUA ITALIANA PER DISCENTI DI LINGUA STRANIERA (ALLOGLOTTI). Una classe fantasma quasi in tutte le scuole d’Italia. Tanto da contare circa una cinquantina di posti messi a concorso in tutta Italia. Per dire un numero in eccesso. In Sicilia nessun posto a concorso.

“Educare è tutta una questione di costruire ponti”

In Sicilia, un’isola che accoglie, che integra ed include, che nonostante le difficoltà del covid19 non ha mai smesso, nonostante le numerose polemiche, a tenere aperte le proprie porte. Una scuola in cui necessita un processo di formazione per gli stranieri, che sono un gran numero, nelle classi multiculturali e multietniche in cui è assente la figura del mediatore culturale, in cui non esiste, seppur dovrebbe essere prevista, la figura del docente di Italiano L2. Una scuola che dovrebbe includere e non emarginare e che non avrebbe bisogno di dover, in alcuni casi, inserire gli stranieri nella categoria di coloro che hanno dei Bisogni Educativi Speciali (BES). Questa è la scuola del futuro, quella del nessuno resti indietro.

Invece, abbiamo delle classi che per mesi faticano ad andare avanti senza lasciare indietro nessuno. Come si fa in una classe in cui il 10 %, ed è una stima bassa, parla un’altra lingua o non condivide lo stesso codice linguistico, a non lasciare indietro nessuno è ancora un mistero. Irrisolto nella maggior parte dei casi. Ma ci sarà tempo, un tempo evidentemente ancora lontano, in cui il sogno della globalizzazione, riuscirà a fare emergere la ricchezza della multicompetenza, della multiconoscenza, della multicapacità e dell’importanza del plurilinguismo.

Sarà un’esperienza meravigliosa.

Quel sogno è ancora lontano.

Pubblicato da Valentina Maci

Giornalista pubblicista e interprete. Adoro scrivere, nel mio blog trovi un po' del mio lavoro e le mie passioni come la sezione 'Book Addicted'

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